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🎵 Sanremo 2026 – La mia Classifica Hype (dal più atteso al meno atteso)

Un viaggio tra voci, attese e piccole scintille di curiosità

C’è un momento, ogni anno, in cui l’Italia si ferma.
Le luci dell’Ariston si riaccendono, i microfoni vengono lucidati, le orchestre respirano insieme.
Ed è lì, in quel prima sospeso, che nasce l’hype: quella piccola vibrazione che ci fa immaginare già il ritornello, il ritornello che ci entrerà in testa prima ancora di essere scritto.

Sanremo è anche questo: l’aspettativa, più dell’esibizione.
E allora ho deciso di mettere ordine alle mie aspettative per il Festival del 2026. Non è una classifica tecnica, non è una previsione, e non vuole esserlo.
È semplicemente la mia bussola emotiva, quella che si accende quando un nome mi fa brillare un po’ di più.


🔥 Hype 8 — Massimo Hype

1. Fedez & Masini

La combo più improbabile e più giusta di tutte. Masini resta uno dei miei punti deboli, e chi mi conosce lo sa.
Dopo il duetto dell’anno scorso mi aspetto soltanto una cosa: il botto.


Hype 7 — Altissima Attesa

2. Ditonellapiaga

Qualche anno fa, con la Rettore era rimasta un pò in disparte. Questa volta potrebbe brillare come merita.

3. Sal Da Vinci

È la quota neomelodica, sì. Ma lui ha una sua eleganza naturale che potrebbe sorprendere anche i più scettici.

4. Maria Antonietta & Colombre

Li ho scoperti per caso e mi hanno subito convinto. Sono curioso di vedere cosa porteranno su un palco così importante.

5. Levante

Se torna con quella forza emotiva che l’ha resa indimenticabile, allora sì: può diventare una delle regine di questa edizione.


🌙 Hype 6.5 — Curiosità Viva

6. Dargen D’Amico

I suoi testi sanno essere coltelli: quando vuole, sa colpire.

7. Serena Brancale

Voce, presenza, classe. Basta che eviti la tarantella fuori luogo.

8. Malika Ayane

È imprevedibile. Può portare l’arte pura o il minimalismo.
Ed è proprio questo il bello.

9. Fulminacci

Testi spesso brillanti, interpretazione più debole. Rimane un’incognita intrigante.

10. Ermal Meta

Quando trova il suo brano, emoziona. Purché non si ripeta.

11. Raf

Se ritrova quella verve anni ’80 che sa ancora di vento e metropoli, allora sì, ci siamo.


🌤 Hype 6 — Speranze Moderate

hype

12. Bambole di Pezza

Non le conoscevo, ma potrebbero stupire… se non cadono nel cliché del “messaggio urlato”.

13. Patty Pravo

La Signora di Venezia.
Semplicemente, non può passare inosservata.

14. J-Ax

È ovunque. Forse troppo. Vediamo se porta qualcosa di diverso.

15. Francesco Renga

Tanti Sanremo, forse troppi.
Ma se torna con l’energia dei Timoria… allora sì che cambia tutto.

16. Tommaso Paradiso

A me annoia un po’, lo ammetto.
Ma i testi, ogni tanto, colpiscono come pochi.

17. Arisa

Lei è un terno al lotto meraviglioso. Se sceglie la strada dell’introspezione, potrebbe diventare uno dei momenti più forti dell’intero Festival.


Hype 5.5 — Fiducia, ma cauta

18. Mara Sattei

La sua ultima partecipazione non mi aveva convinto. Ma ci spero.

19. Leo Gassmann

Pulito, piacevole. Tutto dipende dal brano.

20. Enrico Nigiotti

L’ho sempre immaginato più rock di quanto si percepisca lui stesso.
Resta una sorpresa possibile.

21. Michele Bravi

Non è mai scattata la scintilla.
Forse questa è la volta buona.


🌫 Hype 5 — Interesse basso

22. Elettra Lamborghini

Più regina dell’estate che dell’Ariston. Ma potrebbe sorprendere.

23. Chiello

Lo conosco poco, quel poco mi è piaciuto.

24. Tredici Pietro

Bravo a rappare, ma non mi lascia molto.
Spero nel colpo di scena.

25. Sayf

Ricorda Ghali.
Rimango in ascolto, senza aspettative.

26. Eddie Brock

Brani ascoltati, nessuno rimasto in testa. Succede.


🌑 Hype 4 — Quasi Zero

27. Samurai Jay

Ha una hit in radio, sì.
Peccato che sia una delle poche che proprio non mi interessa.

28. Luchè

Nulla di nuovo all’orizzonte.

29. Nayt

Qualche testo interessante, ma lo conosco troppo poco.

30. LDA & Aka 7even

Hype inesistente. Non mi dicono nulla, zero.


🌟 Chiusura Sensei

Sanremo è una lente: allarga, distorce, illumina.
Alcuni nomi mi accendono, altri mi incuriosiscono, altri ancora mi lasciano indifferente. Ma è questo il bello del Festival: tutto può cambiare con una sola nota.

E allora aspetto, ascolto, e tengo acceso quel piccolo brivido che precede l’incantesimo della musica.